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Cronaca

Ordigni, intimidazioni e paura: Roma torna a fare i conti con la violenza

Da San Basilio al Tuscolano, la sequenza di bombe carta accende l'allarme sicurezza

di Enzo Ricci -


Il boato è risuonato nel cuore della notte, rompendo il silenzio di San Basilio e riportando al centro del dibattito il tema della sicurezza a Roma. Intorno alle 2.15 una bomba carta è esplosa nel cortile di un condominio del quartiere alla periferia nord-est della Capitale. Nessun ferito, ma la paura è stata enorme. Una cinquantina di residenti si è riversata in strada mentre sul posto intervenivano artificieri, polizia scientifica e agenti del Commissariato San Basilio per mettere in sicurezza l’area e avviare le indagini.

L’episodio non appare isolato. Appena poche ore prima un altro ordigno era esploso davanti a un’enoteca di via Calpurnio Fiamma, nel quartiere Don Bosco-Tuscolano, distruggendo parte dell’ingresso del locale e danneggiando due automobili parcheggiate nelle vicinanze. Anche in quel caso il tonfo è stato avvertito in diversi quartieri della città e ha spinto i residenti a denunciare un clima di crescente insicurezza.

La scia delle esplosioni e l’ombra della criminalità organizzata

A preoccupare investigatori e cittadini non è soltanto il singolo episodio, ma la frequenza con cui queste azioni stanno colpendo vari quadranti della città. Secondo le ricostruzioni delle cronache locali, negli ultimi giorni Roma est è stata teatro di ulteriori esplosioni contro attività commerciali, sale slot e concessionarie, in un contesto che gli inquirenti stanno monitorando con particolare attenzione.

Le indagini sono ancora nelle fasi iniziali e non esistono al momento conferme ufficiali su eventuali collegamenti tra i diversi episodi. Tuttavia, tra gli investigatori si fa strada l’ipotesi che dietro alcune di queste azioni possano celarsi dinamiche criminali legate al controllo del territorio, alle attività di racket o a nuove tensioni tra gruppi che operano nelle periferie romane. Anche la Direzione distrettuale antimafia segue da tempo l’evoluzione di fenomeni analoghi che hanno interessato diversi quartieri della Capitale.

La sensazione diffusa tra i residenti è quella di una città attraversata da una preoccupante escalation. San Basilio, Alessandrino, Borghesiana, Don Bosco e Tuscolano finiscono così dentro una mappa della tensione che alimenta interrogativi sulla capacità dello Stato di presidiare territori da anni esposti a traffici illeciti, spaccio e infiltrazioni criminali.

La risposta politica e la mobilitazione del territorio

Di fronte a questo scenario cresce la richiesta di una presenza più forte delle istituzioni e delle forze dell’ordine. Il tema della sicurezza è ormai al centro del confronto politico cittadino, soprattutto nei municipi più colpiti dagli episodi intimidatori. Il Partito Democratico di Roma ha annunciato la partecipazione al sit-in promosso per venerdì nel quartiere Don Bosco da associazioni, realtà civiche e forze sociali del territorio. Il segretario romano del Pd, Enzo Foschi, ha spiegato che la manifestazione vuole rappresentare una risposta collettiva contro la criminalità e contro ogni tentativo di intimidire cittadini e commercianti. I quartieri appartengono a chi li vive ogni giorno e che Roma non intende arrendersi alla logica della paura e della violenza.

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