Grosso guaio a Catania, Pfizer prepara 330 esuberi
Pessime notizie per la farmaceutica siciliana. Secondo quanto riportano i sindacati, Pfizer ha intenzione di chiudere il reparto penicilline e di procedere a ben 330 esuberi a Catania. Una mazzata, a dir poco. Che, per le parti sociali, si fa ancora più pesante considerando c’erano altre speranze dopo l’incontro tenutosi martedì al Mimit sulla vertenza. E invece, come affermano Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec, l’azienda è stata irremovibile. E avvierà una procedura di licenziamento collettiva a carico di 330 lavoratori su una pianta organica che conta 550 dipendenti. In pratica, sarà rispedito a casa più di metà dell’attuale forza lavoro. Per i sindacati ora si apre una stagione di lotta.
Pfizer non cede sugli esuberi, sindacati in agitazione
“Respingiamo il piano aziendale, chiedendo il ritiro dei licenziamenti e un vero piano di rilancio per il sito – hanno spiegato le segreterie nazionali delle formazioni sindacali coinvolte nella vertenza – Nei prossimi giorni si terranno le assemblee dei lavoratori per decidere il pacchetto di mobilitazioni e mettendo in campo tutte le iniziative utili a contrastare queste scelte”.
La palla al Mimit
Eppure, come ha riferito il Mimit all’esito del tavolo istituzionale di martedì, l’azienda farmaceutica americana aveva assicurato di “considerare strategico lo stabilimento etneo, confermando l’intenzione di proseguire gli investimenti sul sito”. Il Ministero ha promesso che continuerà “continuare a lavorare ad una prospettiva industriale e occupazionale di più ampio respiro in grado di garantire continuità e sviluppo al sito”. E ha incassato pure il plauso degli stessi sindacati che hanno “apprezzato la contrarietà del MIMIT che ha rifiutato la gestione passiva degli esuberi e ha chiesto di estendere la procedura a dodici mesi per cercare soluzioni industriali alternative, mettendo a disposizione gli strumenti di sostegno statale e pretendendo massima trasparenza sulle trattative di vendita e sull’advisor incaricato”.
Urso a Catania il 23 ottobre, nuovo tavolo a novembre
Una vera e propria gatta da pelare. Il ministro Adolfo Urso sarà a Catania il 23 ottobre prossimo. Con ogni probabilità si dovrà occupare di tentare di trovare una soluzione. E, nel farlo, si dovrà intrattenere con i vertici aziendali per fare il punto della situazione e capire quali siano le prospettive. Non c’è tempo da perdere. Nemmeno qui, neanche stavolta. La nuova riunione del tavolo è stata già riconvocata per il 10 novembre prossimo. La farmaceutica, in Italia, non si può permettere di perdere uno stabilimento produttivo che Catania, e la Sicilia, devono difendere a ogni costo.
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