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Gravi indizi di reato

GRAVI INDIZI DI REATO – Il caso Maddie Clifton: quando l’assassino aiuta a cercare la vittima

di Francesca Petrosillo -


Quando Maddie Clifton è scomparsa a Jacksonville, in Florida, nessuno ha immaginato che la verità potesse nascondersi a pochi metri dalla sua abitazione. Era il 3 novembre 1998 e Maddie aveva appena otto anni. Per sei giorni polizia, familiari e volontari hanno cercato la bambina in tutto il quartiere. Alle ricerche ha partecipato anche Joshua Phillips, il vicino di casa di 14 anni. Ma Josh sapeva già dove si trovava Maddie: il suo corpo era nascosto nella struttura del letto della sua camera.

Quel pomeriggio Maddie ha raggiunto la casa dei Phillips e ha chiesto a Josh di uscire per giocare a baseball. I due si conoscevano e avevano già trascorso del tempo insieme. Secondo quanto raccontato successivamente dal ragazzo, durante la partita la palla ha colpito accidentalmente Maddie a un occhio. La bambina ha iniziato a sanguinare, a piangere e a urlare. A quel punto Josh ha detto di essere stato preso dal panico. Suo padre gli aveva imposto regole molto rigide e gli aveva proibito di portare altri bambini in casa quando i genitori non erano presenti. Temendo la reazione del padre, il quattordicenne ha trascinato Maddie all’interno dell’abitazione e l’ha colpita con una mazza da baseball nel tentativo di farla smettere di urlare. Poi l’ha nascosta sotto la base del suo letto ad acqua.

Il corpo di Maddie Clifton nascosto sotto il letto

Quando il padre è rientrato, Josh ha trascorso un po’ di tempo con lui. Soltanto più tardi è tornato nella sua camera e si è accorto che Maddie era ancora viva e continuava a lamentarsi. Ha quindi sollevato il materasso, le ha tagliato la gola e l’ha colpita sette volte al petto con un coltellino. Per sei giorni il corpo della bambina è rimasto nascosto.

La verità è emersa il 10 novembre, quando Melissa Phillips, madre del ragazzo, è entrata nella camera del figlio e ha notato una zona bagnata sul pavimento. Insospettita, ha controllato il letto e ha scoperto il corpo di Maddie. La donna ha immediatamente avvertito la polizia. Gli agenti hanno arrestato Josh a scuola quello stesso giorno e, più tardi, il ragazzo ha confessato l’omicidio. La sua ricostruzione, tuttavia, non ha convinto completamente l’accusa. Gli investigatori non hanno trovato tracce di sangue né nel cortile né sulla palla che, secondo Josh, avrebbe accidentalmente colpito Maddie. È stato preso in considerazione anche un possibile movente sessuale, ma l’autopsia non ha riscontrato prove di violenza.

Il processo a Joshua Phillips e la condanna

Nel luglio del 1999 Joshua Phillips è stato processato come adulto. Il processo è durato due giorni e la difesa non ha chiamato testimoni. Dopo poco più di due ore di camera di consiglio, la giuria lo ha riconosciuto colpevole di omicidio di primo grado. A soli 15 anni, Josh Phillips è stato condannato all’ergastolo senza possibilità di ottenere la libertà condizionale. 


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